Colli Aperti: manifesto per colli accessibili

Colli Aperti

Manifesto per la vivibilità e l’accessibilità dei colli bolognesi

Tante persone, associazioni, comitati, società, piccole realtà imprenditoriali e residenti vivono i colli bolognesi e ne hanno a cuore la cura e l’accessibilità per tutti e tutte, ritenendoli funzionali al benessere della comunità urbana. 

I colli e i numerosi parchi pubblici esistenti, più che mai durante la pandemia, hanno dimostrato il loro enorme potenziale nel rispondere al bisogno di natura e spazi aperti, pur restando in città.  Giorno dopo giorno e, in maniera esponenziale, fine settimana dopo fine settimana, i sentieri e le strade collinari si sono riempiti di camminatori e camminatrici di tutte le età, ciclisti, podisti, raccoglitori di erbe selvatiche, di sorrisi e di incontri.

Un potenziale che incontra però limiti e minacce: il principale limite è la diffusissima privatizzazione dello spazio collinare che ne ha recintato ogni angolo, sbarrando molti accessi e ne rende difficile la fruizione, salvo la presenza di parchi pubblici. Soprattutto, costringe i molti frequentatori ad utilizzare principalmente le strade (oltre ai pochi sentieri esistenti) per poter accedere e salire ai colli, su strade senza marciapiedi e invase dal traffico veloce delle auto, che si concilia a fatica con la presenza lenta di pedoni e ciclisti.

Una prima minaccia riguarda quindi la sicurezza stradale di chi si reca in collina, compromessa dall’alta velocità dei mezzi, poco rispettosi dei limiti esistenti, e aggravata dalle caratteristiche delle strade collinari con numerose curve, forti pendenze, scarsa visibilità e mancanza diffusa di una progettazione che tenga conto della presenza di pedoni e ciclisti.

Un problema, quello della sicurezza stradale, fortemente sentito anche dai residenti, soprattutto quelli della prima fascia collinare più urbanizzata, che spesso devono fare i conti con i pericoli di un traffico veloce senza avere le protezioni minime presenti nel resto della città. 

Non è quindi un caso che in questi anni siano cresciuti in maniera preoccupante gli incidenti, anche mortali. 

Un’altra minaccia riguarda la mancanza di rispetto per la natura e i luoghi da parte dei frequentatori, evidenziata dal frequente abbandono di rifiuti su sentieri e parchi, dal danneggiamento alle piante e alle strutture e dei residenti dietro le privatizzazioni autonome, in generale da comportamenti non adeguati ai luoghi.

Per queste ragioni come persone, associazioni, comitati, società, piccole realtà imprenditoriali e residenti riteniamo necessario lanciare un MANIFESTO nei quali tutti possano riconoscere gli obiettivi da perseguire affinché i colli diventino un bene comune a tutti gli effetti.

Proponiamo quindi alla città e all’Amministrazione Comunale un elenco di qualità che i colli dovrebbero avere a cui corrispondono impegni puntuali da assumere. 

  • SICURI. È innanzitutto urgente e prioritario garantire la sicurezza stradale facendo osservare i limiti di velocità e vigilando sul loro rispetto. Durante i fine settimana, nei festivi e nei giorni di maggiore afflusso di pedoni e ciclisti, è auspicabile una limitazione al traffico e la chiusura almeno per le strade secondarie, salvo che per residenti e clienti delle attività commerciali, il TPL e categorie deboli.
  • ACCESSIBILI. Perchè i colli siano accessibili a tutti è necessario migliorare ed intensificare, da un lato, la rete escursionistica e i collegamenti pedonali su strada, e, dall’altro, il servizio di trasporto pubblico, anche in collegamento con parcheggi scambiatori nei principali punti di accesso dalla città e direttamente nei parchi che rappresentano un’attrattiva importante e l’unico luogo fruibile per i non residenti.
  • SOSTENIBILI. I colli sono frequentati e amati per la loro bellezza, la loro biodiversità è un elemento prezioso che va difeso e potenziato. Perché tutto questo sia preservato e difeso occorre una maggiore sensibilizzazione dei residenti e dei fruitori attraverso iniziative di sensibilizzazione al rispetto e conservazione del bene comune una cartellonistica apposita con il supporto di forze dedicate, come ad esempio le Guardie Ecologiche Volontarie e della Polizia Locale per garantire la preservazione degli spazi pubblici. 
  • INCLUSIVI. Un luogo all’interno del quale svolgere attività diverse ma nel rispetto reciproco, condividendo un sistema di regole che presti particolare attenzione agli utenti più fragili. 
  • PRESIDIATI. Un ambiente vissuto e attraversato soprattutto dalle persone, non solo nel fine settimana. Un territorio presidiato anche grazie alla presenza di attività sociali, economiche ed agricole ed escursionistiche che favoriscono la cura, l’osservazione e la manutenzione del territorio, funzionale anche alla prevenzione del rischio idrogeologico, e reti di mutuo aiuto.
  • VOLANO DI SVILUPPO SOSTENIBILE. Le colline rappresentano anche una straordinaria area verde che può svolgere un ruolo importante per sviluppare i servizi per il tempo libero, l’agricoltura locale e il turismo sostenibile.
  • PUBBLICI. La zona collinare di Bologna è stata preservata dall’edilizia, tuttavia i non residenti hanno possibilità limitatissime di godere di questo patrimonio preservato (parchi pubblici e strade per lo più asfaltate, raccordate pur con grandi sforzi da CAI e Consulta per l’escursionismo solo in minima parte). Il problema della fruibilità è in buona parte un problema di spazi. Cominciando dal recupero degli spazi pubblici, passando a quelli di documentato uso pubblico fino all’apertura dei tracciati che permettono la mobilità dolce attraverso le aree rurali chiediamo che venga ripristinato ed aumentato lo spazio fisico entro cui godere di questo bene comune.

Proposte di intervento

  1. COLLI-DAYS E NUOVI TRASPORTI PUBBLICI: nei weekend o in date particolari chiusura sperimentale al traffico di alcuni percorsi carrabili collinari per favorire la fruizione in sicurezza a piedi e in bici (es. via di Casaglia fino a San Luca, via di Sabbiuno per i ciclisti), indissolubilmente associata al potenziamento di alternative agli spostamenti comode ed efficaci quali mezzi pubblici (potenziamento corse TPL e previsione nuove linee periodiche), parcheggi di interscambio ai margini collegati al TPL (Stadio, Certosa…), riserva dei parcheggi esistenti in collina alle categorie deboli (parcheggi alti di villa Ghigi, Monte Donato, ecc.), rivalutazione degli spazi per gli stalli automobilistici (senza pesare sugli spazi pubblici), iniziative private di trasporto (trenino per San Luca, RedBus, ecc.). L’accesso agli esercizi commerciali (bar, ristoranti) e alle abitazioni deve essere garantito.
  2. STRADE MINORI RISERVATE: limitazioni permanenti all’accesso (escluso residenti e accedenti alle proprietà) di via del Genio, via San Vittore, via degli Scalini, via Golfreda, via S.Andrea di Sesto. Strade le cui caratteristiche (larghezza della carreggiata, netta prevalenza dei transiti a piedi e bici, limitata presenza di abitazioni, assenza di destinazioni di rilievo, pendenze rilevanti, ecc.) le rendono completamente inadatte al traffico di transito. Transito che invece può essere garantito, con i dovuti limiti, sulle altre strade: infatti i parchi e le principali destinazioni della collina sono tutte raggiungibili pur chiudendo queste cinque strade minori al normale traffico veicolare.
  3. SICUREZZA STRADALE: disincentivare stili di guida irresponsabile e il mero traffico di attraversamento che porta a fare di alcune strade dei colli una sorta di tangenziale sud della città, con limitazioni al traffico e interventi di moderazione del traffico come restringimenti, limitazioni e dissuasori di velocità, autovelox al fine di garantire un traffico sicuro e sostenibile per fruitori e residenti.
  4. POTENZIAMENTO DELLA RETE ESCURSIONISTICA: realizzazione rapida del programma del Piano Urbanistico Generale del Comune di Bologna, il quale contiene la previsione della realizzazione quali beni di pubblico interesse di numerosi sentieri già proposti. Manutenzione di ogni sentiero/stradello esistente e riapertura di quelli che nel tempo sono stati chiusi o privatizzati, recuperandone l’uso pubblico. Presa in carico all’Amministrazione Pubblica delle convenzioni con i privati per il transito su sentieri stipulate a suo tempo dalle associazioni della Consulta Escursionistica. Classificazione di quali sentieri/stradelli riservare ai pedoni e quali, avendone le caratteristiche, aprire anche alle bici, per favorirne un adeguato uso ed evitare conflitti tra i diversi utenti (si veda il lavoro in tal senso già pianificato dal CAI Bologna e quello del nascente collettivo “Bologna Col-legata” per il recupero di strade pubbliche abbandonate). Realizzazione di nuovi sentieri di collegamento fra la città e la collina laddove ora mancanti (es. valle del Meloncello, collegamento Villa Spada e Parco San Pellegrino/300 scalini, via Novaro/Monte Donato, Via della Palma/Via Toscana…) e di nuovi tratti di ricucitura con la rete sentieristica esistente (es. valle alta del Ravone), prevedendo anche l’esproprio nei pochi punti dove serve (si veda il lavoro in tal senso già pianificato dal CAI Bologna).
  5. MARCIAPIEDI E PERCORSI A PIEDI: più in generale, predisposizione di percorsi per pedoni sicuri e completi per facilitare la salita alla collina dai principali punti di accesso della zona pedecollinare. Realizzazione di percorsi pedonali e marciapiedi dove non presenti nelle zone urbanizzate (es. via Castiglione, via Putti,  via San Mamolo, via di Barbiano, via degli Scalini…) e di percorsi sicuri casa-scuola a favore delle aree residenziali presenti nella prima collina (es. plesso scuola infanzia Beltrame/nido Villa Teresa, elementari Cremonini-Ongaro). Percorso sicuro per pedoni, ciclisti e utenti TPL per accedere a Palazzo Guastavillani sede della Bologna Business School, anche in previsione del nuovo campus per  più di 1.000 studenti. 
  6. POLI ATTRATTORI: piano sosta e piano di mobilità sostenibile per i poli attrattori più impattanti come Ospedale Rizzoli e la Bologna Business School.
  7. CAMPAGNA PER LA SOSTENIBILITA’: iniziative di sensibilizzazione nei confronti dei fruitori, dei residenti, delle attività commerciali presenti e dei fruitori della collina volte al rispetto del verde e alla tutela paesaggistica dei luoghi, attraverso comunicazione e cartellonistica apposita, da realizzare in collaborazione con realtà quali la Fondazione Villa Ghigi, la Fondazione Innovazione Urbana, il Centro Antartide. Supporto alle iniziative di forze dedicate al controllo come le Guardie Ecologiche Volontarie e la stessa Polizia Urbana. Comunicazione volta ad incentivare modalità di accesso sostenibile alla collina, attraverso la rete escursionistica, gli orari del TPL destinato alla collina, i parcheggi pede collinari senza intaccare l’esiguo spazio pubblico esistente, etc..
  8. RETE DI REALTÀ DEL TERRITORIO: favorire la messa in rete delle diverse realtà commerciali, imprenditoriali e sociali già attive e presenti sui colli, per giungere ad una articolata proposta di servizi e beni che possano incentivare sia l’interesse dei fruitori delle colline e, più in generale, il turismo verde, sia l’impegno e il presidio sostenibile del territorio profuso dalle realtà che vi operano (imprese agricole, esercizi commerciali, B&B, associazioni e Onlus) 

Chi siamo

Realtà del territorio, associazioni, gruppi di cittadini, residenti, fruitori, imprenditori, cittadini responsabili e attenti al destino dell’area collinare bolognese.

 

Comitato via Putti e Castiglione

Consulta per l’escursionismo territorio metropolitano di Bologna 

Consulta della Bicicletta del Comune di Bologna

Comitato Borghi Monte Donato

Comitato Monte Donato Bene Comune

Bologna Trail Team

Bologna Vivibile

Salvaiciclisti-Bologna

Residenti di via Sabbiuno

Jus Bologna

Frati dell’Eremo di Ronzano

ParColli

Fiab Bologna – Monte Sole Bike Group

Legambiente Bologna

Pedalalenta

Legambiente – SettaSamoggiaReno

Pillole di tram

Teatro dei Mignoli

L’Altra Babele

Ciclozenith

Settore Attività Ciclismo UISP

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