Una vacanza in ciclofficina

Anne charlotte ha 21 anni ed è nata a Parigi, dove si è laureata in scienze sociali e adesso studia management dei progetti culturali. È stata con noi cinque settimane facendo un’esperienza formativa nell’officina ciclomeccanica professionale di Dynamo, collaborando come volontaria. Ora è tornata a Parigi per finire il suo master, e le abbiamo chiesto di raccontarci come è andata.

Grazie del tuo tempo Anne Cha, vuoi raccontarci come è iniziato tutto?

A: A Parigi ho sempre usato il Velib. Poi quattro anni fa il mio ragazzo voleva fare un viaggio in bici, anche io volevo andare ma lui mi diceva che non ce l’avrei mai fatta. Quella volta abbiamo fatto la Parigi-Dresda, l’anno dopo il giro della Bretagna. Adesso ho preso una bici anche a Parigi ma ho sempre paura che me la rubino. Sono venuta la prima volta in Italia l’anno scorso, facendo volontariato a Milano in un posto occupato. Lì ho scoperto una ciclofficina e ho visto come funzionava. A Parigi non ne avevo mai visto una anche se ora so che ci sono. Ho iniziato lì a imparare come aggiustare la bici, mi interessava così da essere più autonoma quando viaggio in bici”.  Quest’anno avevo 4 mesi di vacanza dall’Università, volevo viaggiare, fare esperienza lavorativa e imparare una lingua. L’italiano mi piaceva e mi piaceva l’idea di tornare a lavorare in un’officina di biciclette per diventare più brava. Lavoro anche all’Università a Parigi lavoro in un cafè delle lingue e c’è una tavola di italiano e russo che seguo come tutor, lì un ragazzo italiano in Erasmus mi ha parlato di Dynamo come posto ideale per fare uno stage. Avevo scritto a tantissime altre ciclofficine, tutti mi avevano risposto “ok, vieni pure!”, mentre Alvin (ndr: il responsabile dell’area desk di Dynamo) mi ha dato una risposta più articolata, spiegandomi come si sarebbe svolto lo stage e quale impegno avrei dovuto svolgere, mi è sembrata una proposta più concreta e affidabile.

Come è stata la tua esperienza?

A: Avevo paura di non essere all’altezza anche per via della lingua. Quando poi sono entrata il posto mi è piaciuto tantissimo. Le persone di Dynamo che mi hanno insegnato a lavorare mi sono state molto vicine e hanno capito quali cose erano più importanti per me da imparare. Sono stati molto attenti a mettermi nelle condizioni di imparare, non solo per lavorare gratis ma anche per una vera esperienza formativa. All’inizio il mio orario era solo di 5 ore ma io ho chiesto di fare di più. Mi sono sentita anche utile ma con rispetto, nessuno mi ha sfruttato. Hanno fatto attenzione anche a integrarmi, passando insieme anche un po’ di tempo libero.

Quali sono stati gli aspetti negativi? Altrimenti pensano che abbiamo concordato l’intervista per farci fare bella figura!

A: La cosa difficile è non poter usare i software gestionali dell’officina e non si è autonomi e quindi a volte ci sono dei tempi morti. Una volta ho aspettato 50 minuti che il meccanico finisse di parlare con un cliente. Avrei voluto lavorare con più autonomia in certi momenti.

 

Come pensi che inciderà questa esperienza sul tuo futuro?

A: Sarò finalmente autonoma quando farò dei viaggi in bici. A Parigi lavoro con i rifugiati e mi piacerebbe proporre un progetto con le bici perché la bici è un mezzo di inclusione sociale fondamentale e di grande autonomia. Le ciclofficine sono dei luoghi di socializzazione. Come la ciclofficina popolare di Salvaiciclisti e le pedalate insieme del martedì del BikeMeToThemoon sono momenti di socializzazione molto importanti. È stato interessante vedere come si è organizzato il gruppo di lavoro e il modo che ognuno ha di lavorare.

Tornerai a Bologna?

A: Per il mio master devo fare un tirocinio in management dei progetti culturali, se trovo qualche altra realtà di Bologna che può offrirmi un esperienza interessante su questo tornerò sicuramente! Mi manca già Bologna!

Altri articoli

Iscriviti alla nostra newsletter!